A Noite

Portugal:

fjsEditorial Caminho 1979, 3.a ed., 2006«Depois de ter feito jornais, escreveu sobre eles. Foi em “A Noite”, a primeira obra dramática de Saramago que o escritor dedica a Luzia Maria Martins, a pessoa que o “achou capaz de escrever uma peça”. Seria mesmo. A noite de que se fala nesta peça ficou para a história: de 24 para 25 de Abril. A acção passa-se na redacção de um jornal em Lisboa e autor avisa: “Qualquer semelhança com personagens da vida real e seus ditos e feitos é pura coincidência. Evidentemente.” Nem outra coisa seria de esperar. A ironia passa também pela história desta noite em que administradores e redactores entram em conflito. Uns a gritar que a máquina “há-de parar” e outros a defender que ela “há-de andar”. Quando o escreveu, Saramago já sabia que, para o bem e para o mal, a máquina tinha continuado a andar. “A Noite” chegou aos palcos em Maio de 1979 pelo Grupo de Teatro de Campolide. Com encenação de Joaquim Benite e direcção musical de Carlos Paredes, a peça contava, entre outros, com a participação de António Assunção no papel do chefe de redacção Abílio Valadares.» (Diário de Notícias, 9 de Outubro de 1998)

Edições estrangeiras:

Alemanha:

Dirk Linke Verlag 2009 (trad.: Ray-Güde Mertin)

Espanha:

Alfaguara 1996 (Trad.: Basilio Losada)
fjs3i4 1995 (catalão)(em um volume com In Nomine Dei)
Climent 1995 (catalão) (trad.: Albano Saraiva, Josep Lluís Sirera)

Itália:

fjsEinaudi 1996 (Trad.: Rita Desti e Giulia Lanciani )(incluído na obra Teatro)

«Quando, tra il 1977 e il 1978, la direttrice di un teatro di Lisbona pensò di chiedermi di scrivere un’ opera in cui l’azione si svolgesse nella redazione di un giornale, aveva davanti a sé una persona senza alcuna conoscenza pratica o tecnica della scrittura teatrale, ma solo uno spettatore come tanti altri, lungi dall’immaginare che un giorno avrebbe calcato quel pavimento di tavole che, sotto un cielo di corde, macchinari e teloni sospesi, riproduce il mondo».

Alla scrittura narrativa e poetica che l’ha reso famoso, Saramago affianca quella drammatica, in cui il processo creativo si richiama agli stessi principi che sostengono il resto della sua produzione, fondata sull’intersezione fra tempo storico e tempo dell’invenzione. In La notte – di forte sapore autobiografico – la ben nota “Rivoluzione dei Garofani”, che nel 1974 mise fine alla dittatura in Portogallo, fa da sfondo agli sconvolgimenti, politici e morali, che avvengono nel microcosmo della redazione di un giornale. In Cosa ne farò di questo libro? la scena si sposta, sempre in Portogallo, ma nel Cinquecento, ai tempi di Luis Vaz de Camoes, il vate lusitano per eccellenza, alle prese con le difficoltà “editoriali” per dare alle stampe il suo capolavoro: I Lusiadi. Ancora l’incomprensione, la difficoltà di comunicazione, sono i motivi che porteranno allo scontro il “poverello”, tornato sulla Terra ai giorni nostri, con l’Ordine da lui un tempo fondato in La seconda vita di Francesco d’Assisi. E, infine, In Nomine Dei ripropone quella stessa incomprensione che farà sfociare in massacri e auto da fé la lotta tra protestanti e cattolici a Munster nel XVI secolo.

fjsFeltrinelli UE 2011 (Trad.: Rita Desti e Giulia Lanciani )(incluído na obra La seconda vita di Francesco D’Assisi e altre opere teatrali)

La produzione teatrale di José Saramago è animata dallo stesso intreccio di poesia, lucidità e potenza che ha reso inconfondibile il suo profilo di narratore. Il gioco continuo di due piani temporali, quello della Storia e quello dell’Invenzione, crea un’infrastruttura che permette ai personaggi di spaziare agilmente di secolo in secolo, di paese in paese. E tanti e diversi sono gli ambienti storici che Saramago esplora con queste quattro pièces. La notte segue una redazione di giornale messa in subbuglio, nel Portogallo del 1974, da quella Rivoluzione dei Garofani che fu centrale nella vita stessa dell’autore. Cosa ne farò di questo libro? ci fa fare un salto all’indietro di quattro secoli per ritrovarci nel Portogallo del Cinquecento e seguire le peripezie di Luís Vaz de Camões, il più grande poeta lusitano, nel tentativo di dare alle stampe il suo capolavoro I Lusiadi. La seconda vita di Francesco d’Assisi fa tornare il grande santo fra i vivi (e nel mondo contemporaneo) per mostrarcelo alle prese con grosse incomprensioni con lo stesso ordine da lui fondato. In Nomine Dei vede ancora la religione come protagonista ma si sposta nella Münster del XVI secolo, dove protestanti e cattolici lavano nel sangue degli auto da fé le loro divergenze dottrinali.

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